Ce sta sempe na via

Ce sta sempe na via

Il nuovo album di Roberto Colella, Ce sta sempe na via, rappresenta un punto di ripartenza per l’artista partenopeo. Ieri sera ho avuto il piacere di poter assistere alla presentazione di questo concentrato di emozioni in quel di Salerno. Presso il DISclan, il cantautore ha illustrato in modo eccellente il contenuto di questo suo nuovo progetto musicale. Onestamente, ero convinto che avrei assistito a qualcosa di non molto diverso dal solito incensare e domandare, da parte della relatrice, con le successive risposte dell’artista. Le solite “quattro chiacchiere”, insomma, con conseguenti foto e autografi.

Mi son dovuto ricredere, e appunto per questo dico che è stato per me un piacere esserci. Oltre al fatto di aver potuto assistere, a pochi centimetri di distanza, all’esibizione live di un artista poliedrico, talentuoso e vocalmente molto dotato, ho potuto anche conoscere la profondità morale della persona dietro il microfono e gli strumenti.

Tra aneddoti e poesia

Roberto Colella ha fatto letteralmente comprendere ai presenti che Ce sta sempe na via, basta saper guardare oltre le apparenze, oltre ciò che ci viene propinato, oltre la rassegnazione, oltre tutto quel che può schiantarci al suolo. E per ottenere questo risultato non ha dovuto far altro che far parlare le sue canzoni e, in alcuni casi, raccontare come queste sono nate.

E ha aperto la serata proprio in questo modo, raccontando di quanto il suo “pregiudizio” su un personaggio noto ai napoletani si sia rivelato completamente ingiustificato. Conoscere l’iceberg nascosto sotto la scritta Tutto Passa, tatuata su un petto, gli ha permesso di partorire l’omonima canzone. E il testo, per chi lo legge o ascolta, assume un significato assai più profondo.

Lo stesso si potrebbe dire per ogni altro brano presente nell’album. Così come per Canto dei Soli, nata a seguito del fortuito incontro con un vucumprà stanco e assetato alla fine di un’infruttuosa giornata in spiaggia. E, per come l’ho interpretato io, quell’incontro si è trasformato in un inno per chi continua ad andare avanti nonostante le avversità.

Canto della Memoria

La parte più emozionante, secondo me, è stata quella riguardante questo testo. Nato come espressione dello stato d’animo di Roberto, a causa delle dolorose vicende di Gaza e della Palestina tutta. In un momento storico in cui, per qualche incomprensibile motivo, non era possibile esprimere la propria vicinanza a un popolo martoriato, il cantautore ha costruito il testo in modo che venisse a crearsi la scritta FREE PALESTINA.

Già questo dovrebbe bastare per far apprezzare il testo di questo brano. Il coro, presente nella seconda parte, riesce a emozionare ancora di più sapendo che è nata dall’interpretazione spontanea da parte dei bambini di una scuola di Scafati di quella che, all’epoca, era solo una poesia di Roberto.

Con simpatia, ce sta sempe na via

L’umanità, la semplicità e la genuinità della persona hanno reso ancor più apprezzabili i concetti che l’artista ha voluto condividere con la gente comune attraverso le canzoni. L’aver affermato che gli artisti, a prescindere dalle possibili conseguenze, non dovrebbero mai esitare nel sostenere certe cause, mi ha fatto apprezzare ancor di più l’uomo.
Il suo modo, molto napoletano, di cantare la vita è un altro punto di forza di Roberto Colella. Narrare in musica le avversità, mantenendo il sorriso, per come l’ho interpretato io, rappresenta perfettamente la resilienza e la resistenza che la gente del sud ha sempre dimostrato. Per restare appunto in tema con il titolo dell’album, quel modo di cantare rappresenta l’emblema perfetto dell’espressione Ce sta sempe na via.

Approfittando del momento firmacopie, spinto dalle sensazioni provate nel corso della presentazione, mi son permesso di chiedere a Roberto un favore. Gli ho chiesto di continuare a cantare l’anima del mondo, continuando a mantenere un cuore napoletano, e di non lasciarsi catturare dal mainstream. La sua risposta mi ha piacevolmente sorpreso, dimostrando, ancora una volta, la genuinità che lo contraddistingue.

Considerazione personale

Credo sia opportuno rivalutare il tempo che tutti noi dedichiamo agli artisti “di grido” o “del momento”, per ritagliarne una fetta a favore di chi ha realmente qualcosa da dire con la sua arte.
In conclusione ci tengo a condividere quanto è riportato nella parte interna della copertina dell’album.

Ce sta sempe na via
pe’ nun essere sule a stu munno.

C’è sempre una risposta.
Nella coscienza sociale.
Nei popoli che resistono.
In una casa su un albero.
Nel volo degli uccelli:
soli nel buio della notte,
insieme nell’armonia del giorno.
Nell’amore profondo:
quella via di salvezza
che chiede conferma ogni giorno.
Nelle paure che ci rendono umani.
Nella consapevolezza che tutto passa.
Per lasciare una traccia.
Per sentirsi vivi nel viaggio.
Ce sta sempe na via

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