Comicon 2026

Anche quest’anno l’edizione del Comicon di Napoli volge al termine. Come negli ultimi anni, il numero totale di visitatori è stato impressionante. Centoottantatremila presenze, spalmate sui quattro giorni della fiera, confermano l’alto gradimento che appassionati e semplici curiosi continuano ad attribuire alla manifestazione.
Certo è che il totale di biglietti venduti racchiude anche gli abbonamenti per tutti e quattro i giorni, quindi il numero di “visitatori unici” è inferiore. Nonostante ciò, il colpo d’occhio può lasciare senza fiato chi giunge alla Mostra d’Oltremare per la prima volta. Trovarsi di fronte a una tale fiumana di gente, di tutte le età, in costume e non, finisce per generare sempre meraviglia, anche in chi dovrebbe esservi già abituato.
Aggregazione

Tanti pensano che questo genere di eventi si possa sintetizzare nell’ennesima opportunità per indossare un costume di carnevale. Ma si sbagliano, e pure di molto. Il Comicon, al pari delle tante altre fiere sparse per il paese e per il resto del mondo, che per i “non frequentanti” non sono altro che dei ritrovi per nerd e per bambini che ancora devono capire di essere cresciuti, non è solo una fiera di genere: è molto altro. Rappresenta un appunamento fisso di aggregazione, di confronto e scambio. Tra cosplayer, ad esempio, ci si scambiano informazioni sulle tecniche di realizzazione dei costumi, notizie circa il dove e come recuperare materiali a prezzi abbordabili, ecc. Vi è poi uno scambio di opinioni e informazioni su fumetti, manga, carte collezionabili, ecc.
Giochi di ruolo e non solo…

Per quanto possa risultare strano, eventi come il Comicon permettono a tanti giovani di tornare a “giocare dal vivo”. Girando tra gli stand, infatti, ci si può sorprendere da quante persone siano sedute nelle aree predisposte per provare il nuovo gioco da tavolo. Tanti di essi saranno sicuramente assai più propensi a giocare con un avversario di fronte, piuttosto che davanti a un pc. Tuttavia, il solo vederli così presi dall’intenso (ma divertente) agone ludico stimola anche tanti neofiti ad accostarsi a questo tipo di intrattenimento quasi dimenticato nell’era digitale.
Provare ad accedere a una sessione di gioco di Dangeons&Dragons, e vedersi mettere in una lunga lista d’attesa potrebbe ben fare capire ciò che intendo.
Molto più che “bancarelle”

E come si può non sorprendersi passando davanti a certi stand particolari? Trovare un artigiano del legno in un contesto simile, forse, non è proprio tra le cose che ci si aspetta di vedere. Il fatto che, rifacendosi al mondo di Harry Potter, non sia affatto fuori luogo non rende secondario il poter veder modellare una bacchetta da un semplice pezzo di legno. Ma il Comicon è anche questo: su certe “bancarelle” si vendono sogni e, come in questo caso, li si può anche vedere concretizzarsi sotto i propri occhi.
Nell’epoca dell’A.I. può solo far piacere vedere che qualcuno ama ancora creare con le proprie mani, piuttosto che delegare il lavoro alla totale automazione. Inoltre le creazioni meccaniche risulteranno fredde e standardizzate, mentre i sogni creati dall’artigiano, pur risultando simili tra loro, per ogni singolo intaglio di scalpello, risulteranno sempre pezzi unici.
Cibo e dintorni

In manifestazioni del genere non può certo mancare l’aspetto gastronomico. Le giornate in giro per viali e padiglioni richiedono un sostanzioso dispendio di energie. Per rifocillarsi, dunque, non possono certo mancare le specialità campane come la pizza, la sfogliatella e la graffa. Visto il contesto, inoltre, non possono scarseggiare neppure le specialità legate al paese del Sol Levante: Gyoza, Baozi per citarne alcuni. Inoltre, le specialità coreane, al pari dei donuts americani e altro ancora, sono pronte a dare un’alternativa ai sapori già noti. Panini, gelati, sfizi vari completano l’ampia scelta culinaria atta a saziare gli stomaci prima di ricominciare a girare tra fumetti e cosplay. Certo, in alternativa, non sono pochi quelli che preferiscono un fugace pranzo al sacco. In tal modo si evitano le file e quindi tempo.
Una menzione speciale per l’edizione 2026, a mio avviso, la merita il chioschetto ritratto nella foto. Con il suo slogan “Stai sciolto” ha di sicuro conquistato gli avventori che l’hanno preferito. Il caciocavallo impiccato, fuso dal calore della piastra, servito in un panino con salsiccia e friarielli (per fare un esempio di composizione) è stato capace di soddisfare lo stomaco e le papille gustative di chi (come il sottoscritto) lo ha degustato.
Cosplay

Beh, questa è una delle attrattive maggiori di questo genere di manifestazioni. Se poi ci aggiungiamo gli ampi spazi esterni forniti dalla Mostra d’Oltremare, oserei dire che il Comicon di Napoli rappresenta una location perfetta per mettere in mostra la propria passione. Esempi di creatività e simpatia sono visibili praticamente a ogni passo. I quadri viventi qui al lato ne sono un lampante esempio.
Poi ci sono quelli che ricreano maniacalmente i personaggi preferiti, o quelli che meglio si adattano alla propria fisionomia e fisicità. Si possono incontrare quindi cosplayer come il Dottor Strange della foto. Oppure ci si può imbattere in un ragazzo dalla statura importante che sta interpretando egregiamente Brook di One Piece.
Sorprese in costume

Ma, sotto l’aspetto cosplay, il bello del Comicon sta soprattutto nel vedere personaggi particolari felici nell’indossare gli abiti che portano. Proprio come due signore di una certa età incrociate per caso, che, vestendo i panni di Elsa e Anna di Frozen, sembravano realmente gioire dell’occasione di esser potute tornare spensierate e festanti come quando erano bambine.
Oppure come il signore che, assieme al suo gruppo, ha fatto la pausa pranzo a due passi da dove ci eravamo fermati io e la mia famiglia. Abbigliato come un anziano Mario dell’omonimo videogame, il signore portava con sé una scatola dorata con sopra l’iconico punto interrogativo in rilievo.
Curioso com’è giusto alla sua età, il nostro marmocchio ci ha domandato cosa ci potesse essere in quella scatola. Al nostro “bisognerebbe chiederlo a lui”, il piccolo è partito in quarta ed è andato a porgli la domanda.
Sorprendendo tutti noi, Mario ha aperto la sua scatola rivelando i piccoli pacchetti di caramelle gommose in essa contenuti, per poi offrirne uno al giovanissimo curioso.
Un gesto semplice, sì, ma pensato con cura e rivolto a tutti quelli che avessero mostrato interesse e curiosità per un vecchio signore in costume.
E non finisce qui…
Comicon è anche esibizioni dal vivo. Musicisti, cantanti, ballerini e artisti legati al contesto, si alternano sui palchi della fiera per allietare i momenti di passaggio o sosta. La gara tra crew K-pop, valida per le qualificazioni nazionali; contest di disegno tra tatuatori; incontri con autori, disegnatori, animatori, ecc. con firmacopie e realizzazioni personalizzate.
Dibattiti su diversi argomenti, con ospiti nazionali ed esteri, in giro per le sale preposte. Mostre, contest e tanto, tanto altro ancora…



Esperienza personale
Per me, quella di quest’anno è stata la quinta partecipazione al Comicon di Napoli. La prima volta è stato nel 2015 in veste di espositore, poi nel 2018, e quindi nelle ultime tre edizioni, come visitatore. Ogni volta è stato a dir poco piacevole partecipare alla manifestazione. Tuttavia, quest’anno mi sono reso conto di una cosa fondamentale: un solo giorno di fiera non è affatto sufficiente. La voglia di vedere tutto quello che la Mostra d’Oltremare riesce a contenere nei giorni del Comicon fa letteralmente a pugni col tempo. Si finisce quindi per fare tutto di corsa, impedendo il più delle volte di potersi soffermare qualche minuto in più in uno stand o nei pressi di un’esibizione live.
Certo, i costi in costante crescita (sia del biglietto d’ingresso che di tutto il resto) rendono alquanto onerosa la partecipazione per più giorni. Allo stesso tempo, però, sono certo che avendo la possibilità di poter rimandare a domani almeno un paio di padiglioni farebbe di sicuro vivere un’esperienza assai più coinvolgente. Aspettare ore per sedersi a un tavolo per giocare di ruolo non risulterebbe così proibitivo. Cercare di organizzarsi anche in base agli eventi previsti in scaletta potrebbe risultare assai più fattibile.
Tirando le somme
A conti fatti, che si tratti di uno o più giorni di partecipazione, mi sento sempre di consigliare a tutti di fare una capatina a Fuorigrotta nei giorni della fiera. Ovviamente, onde evitare di restare fuori, sarebbe consigliabile acquistare i biglietti con largo anticipo.
Sia ben chiaro, la manifestazione, così com’è, non è certo esente da problemi e criticità. In primis i costi: ogni anno i prezzi dei biglietti lievitano, e non solo quelli. Trasformare tutto questo nell’ennesima macchina per fare soldi, su ogni singolo pezzo del mosaico, non fa certo bene. Tra le criticità, visto l’elevato numero di visitatori, e com’è stato evidenziato già negli scorsi anni, resta l’insufficienza dei mezzi di soccorso presenti. Altra nota dolente è la quasi impossibilità di mantenere un grado soddisfacente di pulizia in tutti i servizi igienici.
Penso che, con un po’ di impegno e con tanta lungimiranza, basterebbero giusto pochi investimenti, sia da parte del comune di Napoli che degli organizzatori, per rendere il tutto quasi perfetto.
Comunque, analizzando il tutto nel complesso, per quel che mi riguarda, salvo imprevisti e impedimenti, non mancherò certo di portare nuovamente la famiglia a godere della magia del Comicon di Napoli nell’edizione 2027.

